Mentre accompagnavo la signora Mara a Roma, in visita ad un'amica, mi sono imbattuto in una brutta avventura, di quelle che capitano solo a me per intendersi. Giungiamo in auto al casello di Roma nord e ci immettiamo nella corsia Telepass, alla guida c'è la signora ed io accanto con in mano il GPS con le indicazioni per raggiungere l'abitazione dell'amica (trattasi della marchesa Cafiera Frattaroli Sbrocca) nel quartiere Monte Mario. Aspettiamo che la sbarra si apra ma ciò non accade per cui, dopo qualche secondo di attesa, la signora preme il tasto di richiesta assistenza. Voce metallica, con accento romano, dal casello : "Dimme dimme... Che cc'è?" - "Non si alza la sbarra, faccia qualcosa per favore!" - risponde la signora. "Ma r'telepasse ce ll'hai? No perchè se nun ce ll'hai nun poi passà...è regolare..." - aggiunge la voce nella colonnina. "Certo che ho il telepass giovanotto, crede forse di avere a che fare con una vecchia rincoglionita? Apra perdio!" - replica stizzita la signora mentre dalle auto in coda si leva un coro di clacson. "Ah 'bbella ripijate, datte na carmata... E quer coso accanto a te che è? Me pare n'babbuino!" - sogghigna la voce. "Guardi, si tratta del mio domestico filippino..." - dice la signora imbarazzata mentre dall'altoparlante si ode un coro di risate sguaiate. Dopo qualche secondo di silenzio: "Signò ce stà n'probbrema cor terminale. Deve da venì qua ar'punto bblu, ma datosi che è pericoloso attraversà la bariera der casello, mannace er'babbu... ehm... er'filippino, che sistemiamo la faccenda di persona...". Avendo notato nella voce dell'addetto un tono sarcastico-sadico che mi faceva temere per la mia incolumità fisica, tergiversavo, ma la signora insisteva: "Allora le mando Hector. Dai scendi, vai-vai, fatti aprire la sbarra. E vai!" - e la voce dal casello: "Ah Ettòrre nun ce fa 'ncazza che qui nun c'avemo tempo da pèrde co li primati. Vie'pò qqua bbello che c'avemo na'banana da datte!". Scendo dalla macchina e mogio-mogio mi avvio verso il punto blu, scavalcando le corsie fra gli impropèri degli altri automobilisti. Entro di corsa nell'ufficio, una squallida stanzetta con dei computer ricavata nel retro dei cessi del casello, e vedo due omaccioni che mi squadrano da capo a piedi. "Hai r'probblema che nun te si arza la sbara? Anvedi quest'amico mio? Lui c'ha r'probblema 'nverzo... A lui la sbara se arza, eccome s'arza..." - mi dice il primo uomo con un sorriso maligno mentre l'altro mi passa dietro ed inizia a toccarmi con insistenza il sedere: "Ora fai il bravo con me. Dopo te ne poi annà cò 'a fracicona che c'hai sur veicolo, artrimenti ti ce mannamo noi..." - mi sibila all'orecchio. "Ma dove voi mandate me?" - chiedo timoroso e riverente stringendo il GPS al petto credendo, ahimé ingenuamente, che mirassero a quello. "Te mannamo a 'fanculo!" - rispondono in coro immobilizzandomi costretto in una posizione contronatura (altresì detta: 'alla pecorona'). Mentre uno dei due fà i suoi porci comodi da tergo (scoprirò poi che trattasi di Spartaco Colluccello, detto Wanda, noto trans della zona Anagnina), l'altro osserva in silenzio schioccando la lingua di tanto in tanto e finalmente, quando tutto sembra finire, si decide a comunicare alla signora: "Ah signò tuttobbene. Je rimannamo 'ndietro er macaco e aprimo la sbara. La società autostrade augura buon viaggio... Sti mortacci!". Risalgo in auto dolorante e pensoso. "Hector, dove hai messo il GPS? Non mi dire che lo hai dimenticato da quei signori gentili? In tal caso te lo detrarrò dal prossimo stipendio, non preoccuparti..." - mi apostrofa la signora. Ma in quel momento non penso ad altro che al fiato puzzolente di morchia di littorina di Wanda.
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6 ottobre 2008
11 maggio 2008
La Jaguar nuova
Come saprete la signora Mara è appassionata di automobili e le piace molto guidare. Qualche giorno fa esordisce dicendo: "Caro Hector, vorrei cambiare la macchina. Quella che ho mi è venuta a noia e quella di mio marito fa schifo... Oggi pomeriggio andremo da Lupis a vedere qualche occasione. Che ne pensi?". Mirello Lupis è un nobilastro decaduto amico di famiglia, un mezzo farabutto che vende automobili nuove ed usate, che a me non è mai piaciuto perché anche un pò razzista. "Va bene signora, come lei vuole" rispondo con tono sottomesso, pensando tra me e me che, probabilmente, avrei evitato l'accoppiamento giornaliero al quale sono sottoposto ormai da mesi. "Però prima di andare sali un attimo in camera mia, che voglio mostrarti un completino intimo!" squittisce la signora, mentre io penso a come si sarebbe sicuramente trasformato l'incontro. Ed infatti poco dopo, in camera, vengo costretto ad una rapida stantuffata alla fine della quale la signora si produce nei suoi gorgheggi post-orgasmici. Alle quindici esatte siamo all'autosalone "Boutique del guidatore" dove Lupis accoglie la signora con sorriso a 64 denti e baciamano: "Mara sei sempre splendida! Se cerchi l'auto dei tuoi sogni sei nel posto giusto... Ti sei portata dietro il meccanico? Ah no scusa, è il tuo scagnozzo filippino". "Ma dai Mirello, hai sempre voglia di scherzare. Mostrami invece qualche bolide degno di me, che ho voglia di cambiare!" ribatte la signora, mentre il Lupis di nascosto mi sferra un calcio in uno stinco sibilandomi: "Se tocchi le auto in esposizione sei morto, scimmia!". I due iniziano il giro dell'autosalone ed io ne approfitto per sedermi in un angolo a sfogliare qualche rivista. Dopo poco mi sento chiamare dalla signora: "Hector, tesoro, raggiungimi che forse ho trovato un gioiellino". Mi illudo che voglia un mio parere, in fondo anche io sono un uomo e qualcosa capisco di motori. "Vedi questa coupè Jaguar XKR, Hector? Questa sarà la mia nuova macchina. Costa tantino ma Mirello sicuramente mi farà uno sconto". Io guardo il Lupis con aria interrogativa e lui mi aggredisce verbalmente: "Cazzo guardi? Siamo già d'accordo con la tua padrona che lo sconto lo avrà ad una condizione, caro il mio stronzone..." sorridendomi in maniera sinistra. Interviene la signora: "Dai Hector, sei un uomo di mondo, non avrai mica pregiudizi paludati?". Rispondo balbettando: "Io povero domestico ignorante, sempre nella palude... Come posso far fare sconto a lei?". Allora la signora mi accarezza dolcemente la testa sussurrandomi: "Adesso segui in ufficio il signor Lupis che ti spiega tutto, fai il bravo. Io ti aspetto qui, non ti preoccupare". Seguo docilmente l'uomo dentro il cubicolo buio dove qualcuno mi afferra con forza da dietro e, dopo poco, sento una sensazione come di calore nella zona perianale, poi non ricordo altro. Mi riprendo sulla strada del ritorno mentre la signora Mara, alla guida della nuova auto, sorride dolcemente e mi dice: "Dovresti provare a guidarla, è un sogno". Poi perdo di nuovo i sensi.
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