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4 novembre 2008

One fine Sunday in the Chianti Shire

Personalmente sono astemio e questo la signora Mara lo sa benissimo, ma una quindicina di giorni addietro, durante una gita nel Chianti, ha voluto farmi bere per forza, la maledetta! "Bevi Hectorino questo nettare divino" - diceva mezza brilla mentre mi versava in gola bicchierate di novello. "Io problemi, lei sa. Ubriaco presto e poi straparlare di fatti e cose spiacevoli..." - cercavo di spiegarle mentre trangugiavo il liquido rosso, ma lei niente: "Ma cosa vuoi straparlare povera creatura che non sei altro!". Eravamo seduti attorno ad un tavolo, ospiti nella tenuta del marchese Frescoboni, che già conoscete, invitati alla degustazione del 'vino novo' come dicono i Toscani. Erano presenti amici ed amiche della signora Mara e tutti si divertivano a stuzzicarmi con domande maliziose: "Ma le donne filippine sono troie, la danno?" - chiede Mirello Lupis, e subito ribatte la De Pisis: "Ma a lui chi vuoi che gliela dia? Manco l'avrà mai vista! Ah ah ah... Magari è frocio". Mentre parlavo la lingua si scioglieva sempre più e l'alcool mi faceva pian piano perdere il controllo . "Ma com'è loquace oggi il nostro Hector!" - trilla ad un certo punto la signora Mara, aggiungendo con tono canzonatorio: "Quando siamo soli non parla mai con me... Vero tesoro?". "Per forza, avere sempre bocca occupata a leccare sua passera!" - esclamo. Sugli astanti cala un silenzio tombale tra sguardi imbarazzati e risolini soffocati. Tento una spiegazione ma non trovo i termini giusti: "Io non volevo dire che signora Mara costringere me a conigli... a conigli... Come voi dire...". "Pezzo di cretino idiota!" - esclama la signora Mara quasi in lacrime: "Macché conigli, semmai si dice cunilingus, ignorante! Adesso voglio che tu risponda a questa domanda: Ti ho mai chiesto di sottostare alle mie voglie o giacere con me?" - chiede scuotendo la testa come per dire no e guardando gli amici con occhi imploranti. Tento di elaborare la domanda e rispondo: "Io spesso sottostare, ma anche stare sopra per pompare meglio... Giacere si, ma anche in piedi accaduto, come quella volta che...". "Zitto zitto! Ma che dici? Hai bevuto filippino del menga. Ma tu guarda questo..." - mi blocca la signora mettendomi una mano sulla bocca. "Scusatelo ha bevuto troppo. Adesso vai in bagno e cerca di vomitare e rimetterti in sesto, che devi anche guidare" - mi ordina allontanandomi dal tavolo. Mentre mi avvio sento le disperate spiegazioni che la signora dà agli amici e, anche se non le ricordo, mi sembra proprio che riesca ad essere convincente. In bagno riacquisto un pò di lucidità ma mentre sto per uscire qualcuno bussa alla porta: "Sono io Hector, la contessa De Pisis. Fammi entrare che devo ancora ringraziarti per quella volta che mi hai tolto dall'imbarazzo" (si riferiva al clistere che le feci, salvandola da esplosione sicura). Apro e subito mi salta addosso: "Mandrillone filippino. Ho sempre sospettato che ti scopassi la Mara. Ti prego lecca anche me che sono tanto insoddisfatta!" - mi sibila con voce da furetto. "Io non potere. Ora andare a scusarmi da signora Mara per imbarazzo" - spiego, ma lei: "Adesso la Mara è incazzata come una scimmia cappuccina e medita di licenziarti, ma se vuoi posso mettere una parolina buona... A me dà ascolto... Però devi essere carino con me...". Accetto il patto in lacrime maledicendomi per la situazione e, mentre lei si siede sul water alzando la gonna e calandosi i mutandoni, inizio a mulinellare la lingua sulla vulva della vecchiaccia. Adesso dopo quasi tre settimane, la signora Mara si è calmata e mi rivolge di nuovo la parola. Inutile dire che non ha mai smesso di fare certe cose con me...

6 aprile 2008

Arriva la primavera

Quando la primavera si affaccia sulle colline fiorentine la signora Mara è solita fare un pranzo con amici ed amiche per festeggiarne l'arrivo. E con la nuova stagione si risvegliano i suoi appetiti sessuali anche se, durante l'anno, non è che segua una dieta particolare! Domenica scorsa si è svolto appunto questo pranzo; stavolta ha voluto che apparecchiassi i tavoli nell'oliveta che dista dalla villa circa 200 metri, non vi dico la fatica avanti e indietro con le portate. Poi, come se non bastasse, verso la fine del pranzo alla signora è scattata la solita voglia incontrollabile che ho dovuto soddisfare, mio malgrado. Infatti, mentre porto la frutta in tavola, la signora Mara mi dice: "Hector, caro, gradirei far assaggiare ai miei invitati quelle deliziose ciliegie sotto spirito che ho fatto l'anno scorso. Potresti scendere giù in cantina e prenderne un paio di vasetti?". Capisco subito dove vuole arrivare e credo di essere furbo nel risponderle: "Veramente io avere già preso vasetti questa mattina. Eccoli qui, io sapevo che lei chiedeva!" e, sfoderando il mio miglior sorriso da sottoposto Filippino, indico i 2 vasetti sul tavolo. La signora Mara ha un moto di stizza, e mi sibila: "Non sai un cazzo, hai preso quelli sbagliati! Io intendevo gli altri! Quelli dello scaffale in basso... Insomma...". Replico: "Quali altri? Io non capire cosa intendere...". E dal fondo del tavolo la marchesa De Pisis:"Intende che sei uno stronzone! Ah ah ah..." ed anche gli altri ospiti seguono a ruota la risata. "Vieni con me che ti mostro io le ciliegie giuste" dice la signora Mara prendendomi per un braccio e trascinandomi verso le cantine della villa. Arrivati sul posto la signora inizia a smaniare: "Possibile Hector che tu non capisca mai quando ti voglio... Vieni, metti le mani sulle mie poppe, senti quali sono le ciliegie giuste!". Arranco nella penombra della cantina, inciampo e per non cadere mi aggrappo alle tettone della signora. "Bravo, così... Adesso te le faccio succhiare!" mi sussurra mentre tira fuori dal vestito i due bolidi ottava misura coppa C. Mentre soffoca il mio viso fra le carni molli, con le mani mi sbottona veloce i pantaloni. Poi si distende su una stuoia e si alza l'abito mostrandomi un tanga color malva da cui fuoriescono brandelli di labbra vaginali e peluria, tanto le va stretto: "Montami come una bestia selvatica, sono una cinghialona! Non senti la primavera che ci pervade!". Mi adagio su di lei e inizio la penetrazione col mio pisellino semimoscio, mentre vengo catturato dalla stretta delle sue gambe richiuse sulle mie chiappette, come ad imprigionarmi. La morsa si fa sempre più stretta ed inizia a mancarmi il respiro, strabuzzo anche gli occhi, rantolo come un moribondo. Per fortuna la signora raggiunge subito il culmine del piacere: "Aaah bene, oooh come godo... Mmmh, 'azz...". Ritorniamo di corsa dagli invitati i quali si meravigliano che la signora Mara sia a mani vuote, ma lei con uno dei suoi colpi di teatro risolve la situazione: "Le ciliegie le ha mangiate tutte Hector, non vedete come è paonazzo? Per poco soffoca, quel golosone!" e mi guarda strizzandomi l'occhio. "E' proprio uno stronzone di domestico!" chiosa la De Pisis, e a volte lo penso anche io...